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Come si fa a capire se una protesi mammaria è rotta e cosa bisogna fare in questo caso?

La rottura di una protesi mammaria è un evento abbastanza raro. In condizioni “normali” un impianto non si rompe praticamente mai anche sotto le più intense e prolungate solleciatazioni meccaniche. Un importante fatto traumatico recente al torace (es. un incidente stradale o una caduta accidentale) seguito da dolori intensi e prolungati al seno e/o rossore gonfiore possono far sospettare la rottura dell’impianto. Più raramente il decorso può essere privo di segni e sintomi. La rottura di una protesi senza causa traumatica è dovuta ad errori di fabbrica ma è un eventualità quasi impossibile poiché i principali produttori di impianti adottano controlli di qualità molto accurati.
Per la diagnosi di certezza è necessario eseguire una risonanza mammaria che consente di studiare molto bene l’integrità dell’involucro della protesi ed identificare eventuali fuoriuscite di gel. Se la rottura della protesi è accertata è necessario sostituirla. Attraverso la stessa incisione del primo intervento viene sfilato l’impianto rotto, viene pulita accuratamente la tasca di alloggiamento (passaggio questo non sempre agevole soprattutto con protesi in gel morbido) e viene inserita una nuova protesi identica alla precedente. Per poter avere a disposizione in sala la nuova protesi è sempre indispensabile conservare i codici identificativi dei primi impianti che, per legge, devono essere consegnate alle pazienti il giorno dell’intervento.

 

resistenza di una protesi mammaria

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