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Buona consultazione!

A seguito di una mastectomia ho subìto la ricostruzione con lembo TRAM e protesi rotonda. Tale protesi risulta “rotta” dopo 18 mesi dal suo inserimento (referto eco e RMN) senza aver subìto traumi. Il referto parla di rottura intracapsulare. La capsula è parte della protesi (membrana più esterna) oppure per capsula si intende la capsula fibrosa che si forma intorno ad un corpo estraneo?

Le protesi moderne sono formate da un involucro esterno in elastomero di silicone (più rigido) e un contenuto interno in gel di silicone (morbido). Una protesi si considera rotta quando l’involucro esterno si frattura e il silicone tende ad uscire. Esiste però un altro elemento da considerare. Ogni protesi induce la formazione da parte del corpo di un involucro detto capsula periprotesica. E’ una normale reazione fisiologica di risposta ad un corpo estraneo. Quando si parla di rottura protesica intracapsulare si intende una rottura della protesi (quindi del solo impianto) senza lacerazione della capsula peri protesica pertanto il silicone resta inglobato e non si sposta (specie per gli impianti in gel coesivo di silicone). Questo tipo di situazioni, in assenza di sintomi quali dolore, rossore, deformazione della mammella, febbre, etc.., non necessitano interventi urgenti anche se una sostituzione dell’impianto rotto dovrà essere fatta prima o poi. In pazienti asintomatiche è possible attendere fino ad un anno più.

Va infine detto che la diagnosi di rottura di protesi eseguita con RMN e (soprattutto) con l’ecografia, può essere imprecisa e non sono rari i falsi positivi, ovvero immagini radiologiche che suggeriscono una rottura (di solito sono ripiegature estrene della protesi) ma una volta estratto l’impianto questo è assolutamente integro. E’ indispensabile quindi valutare la situazione clinica e mostrare gli esami ad un chirurgo plastico molto esperto.

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