Chirurgo-Plastico-Estetico è un blog di approfondimento sulla medicina e la chirurgia estetica che raccoglie FAQ (frequently asked questions) sul mondo della chirurgia plastica, con le relative risposte. Se stai pensando di sottoporti ad un trattamento di medicina estetica o ad un intervento di chirurgia plastica ma hai dei dubbi o delle domande, consulta le varie sottosezioni del blog in cerca di una risposta utile oppure utilizza la funzione ricerca ed inserisci le parole chiave. Se la tua domanda non ha ancora una risposta puoi inviarla direttamente al blog cliccando qui. In breve uno specialista ti invierà una risposta tecnica personalizzata e precisa, espressa in termini non sofisticati e comprensibili a tutti. Le domande e le risposte più interessanti verranno pubblicate nel blog in forma anonima.

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Cinque anni fa mi sono sottoposta alla mastoplatica adittiva con protesi sottomuscolo per arrivare ad una terza misura. In questi cinque anni sono dimagrita sette/otto chili anche se il seno é sempre molto tonico noto da qualche giorno che il seno destro è morbido al tatto mentre quello sinistro nella parte interna del seno la protesi e papabile e quasi visibile diciamo che sento come una punta quindi non è liscio come il seno destro. Non avverto dolore o altri sintomi. Cosa può essere?

Da quello che descrive il fenomeno che ha osservato si chiama folding e consiste nella visibilità e/o palpabilità di un piccola piega lungo il profilo della protesi che si manifesta più spesso nella parte inferiore dell’impianto. Il folding può essere un fenomeno naturale che si manifesta negli anni (soprattutto per protesi con gel di silicone poco coesivo, molto morbide) ed è dovuto all’assestamento verso il basso dell’impianto che si “rilassa” e può fare una piccola ripiegatura. In altri casi il folding può essere accentuato o causato da una contrattura capsulare....
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Dopo un intervento di mastopessi, il risultato può essere messo nuovamente a rischio cedimento con una gravidanza, sbalzi ormonali e conseguente allattamento?

La mastopessi è certamente un intervento il cui risultato può cambiare nel tempo a prescindere da qualsiasi condizione esterna e ciò dipende soprattutto dall’elasticità della pelle, dall’età della paziente e dal volume (e peso) delle protesi, se si tratta di mastopessi additiva. La gravidanza e l’allattamento è poi una ulteriore condizione di rischio di cambiamento per la mammella, anche quella mai sottoposta ad alcun intervento chirurgico. L’aumento di peso e volume del seno, specie durante l’allattamento, può portare a sviluppare smagliature o discesa precoce del...
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Mi sono sottoposta per la seconda volta, causa esito negativo del primo intervento, ad una mastopessi. Sono trascorsi appena 20 giorni e ho paura di guardarmi allo specchio. Quanto tempo deve passare per poter capire se l’intervento rispecchia le mie aspettative?

Ogni intervento di chirurgia plastica richiede un tempo di attesa ragionevole per poterne valutare il risultato che corrisponde al tempo minimo per una guarigione completa ovvero 30 giorni. L’aspetto delle cicatrici può però richiedere tempistiche molto più lunghe fino a 18 mesi come spiegato in questo articolo. Per quanto riguarda l’intervento di mastopessi, l’attesa minima è di almeno 3 mesi poiché la mammella subisce un normale assestamento gravitazionale solo nel medio periodo che le fa raggiungere la forma desiderata nel...
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Dopo 5 anni dall’intervento di mastopessi additiva si è formata un’abbondante falda anecogena periprotesica nel seno destro. Si può curare con antibiotici o aspirazione fluido oppure è necessario provvedere alla rimozione delle protesi?

La risposta alla domanda è piuttosto articolata e dipende da una serie di fattori. La condizione che descrive si chiama “sieroma” peri protesico e consiste nell’accumulo di siero (acqua) attorno alla protesi. E’ una complicanza poco frequente che in assenza di altre problematiche come febbre, dolore, rossore o grande rigonfiamento della mammella non deve preoccupare. Se l’accumulo di liquido è esiguo (quindi la falda è sottile) si può tranquillamente attendere l’eventuale riassorbimento spontaneo che può richiedere anche alcune settimane e una terapia anti...
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Vorrei fare la mastoplastica additiva ma pratico bodybuilding con carichi abbastanza intensi. Vorrei sapere se dopo l’intervento sarà possibile riprendere gli allenamenti con carichi importanti (60 kg) per la parte inferiore del corpo (squat., affondi, pressa) che richiedono comunque l’utilizzo delle braccia come sostegno.

L’intervento di mastoplastica additiva, con opportuni accorgimenti tecnici (posizionamento retro ghiandolare) si può ben adattare anche a chi pratica body building a livello intenso. Dopo circa 20-30 giorni dall’intervento sarà possibile riprendere completamente le usuali attività sportive. Per gli esercizi della metà inferiore del corpo sarà possibile riprendere normalmente mentre per la parte superiore (braccia, pettorali) si riprenderà con una gradualità di alcune settimane, per arrivare alla fine a pieno...
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Ho i seni molto distaccati tra di loro sembra quasi che vadano sotto le braccia. Inoltre hanno una forma a pera che pende leggermente verso il basso, nonostante la mia taglia sia solo la seconda. Esiste un intervento che possa modificare la forma o almeno renderli più centrali.

La situazione descritta richeide una visit medica per una valutazione precisa. Tuttavia in linea generale si potrebbero profilare due ipotesi. La prima, mammelle di piccole dimensioni semplicemente molto lateralizzate e cadenti. In questo caso la soluzione potrebbe essere un intervento di mastopessi additiva ovvero di sollevamento del seno (e correzione della forma) e leggero aumento, per consentire al “volume mammario” di essere spostato verso il centro. La seconda possibilità è che oltre che scese e spostate di lato le mammelle possano anche avere una malformazione, che la paziente può...
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Ho ridotto il seno 6 mesi fa e ora sento che sta ricrescendo. E’ possibile?

In alcuni casi dopo una riduzione mammaria, il tessuto ghiandolare residuo, comunque presente, potrebbe ipertrofizzarsi nuovamente con ricrescita del seno. Ciò avviene di solito in risposta alla stimolazione ormonale. In altri casi, se non viene mantenuto un peso corporeo controllato, il grasso che compone la mammella (anch’esso sempre presente in qualche misura) potrebbe crescere. La cosa importante quindi dopo l’intervento di riduzione è mantenere un peso corporeo adeguato con una dieta appropriata e l’attività fisica e sottoporsi a controlli periodici dal proprio chirurgo. In alcuni rari...
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Mi sono operata da un mese ai capezzoli introflessi. Ho portato le garze due settimane. Non ho visto nessun risultato ma solo un leggero cambiamento in un capezzolo mentre l altro è ancora introflesso. Come mai?

Generalmente l’intervento per il capezzolo introflesso è piuttosto semplice e da risultati molto soddisfacenti. Per quanto possibile rispondere, le ipotesi in questo caso sono diverse. L’intervento può essere stato eseguito correttamente ma alcuni punti interni hanno ceduto prima che il capezzolo guarisse correttamente e ciò può comportare la recidiva del problema. E’ una circostanza rara, rarissimo che succeda da entrambi i lati. La seconda possibilità è che l’intervento non sia stato eseguito correttamente e quindi la correzione fosse da subito insufficiente. Esiste una...
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Quattro anni fa ho fatto un intervento di mastoplastica riduttiva andato bene. Un anno fa circa ho partorito ed il seno è ri aumentato di volume, riottenendo pressappoco il volume che avevo prima dell’intervento di riduzione. Posso sperare in una liposuzione o dovrei fare un secondo intervento?

In un caso come questo la liposcultura è assolutamente da evitare. Il grave rischio è quello di ottenere una modica riduzione del seno a costo di una grave perdita di consistenza e tono della mammella con “effetto cadente”. Le riduzioni del seno, per dare un risultato davvero piacevole, richiedono non solo la riduzione del contenuto della mammella (ghiandola e/o grasso) ma, soprattutto, la riduzione della pelle e il sollevamento del complesso areola capezzolo per dare un miglioramento anche e soprattutto a livello di forma e tono della mammella. Qualsiasi altra tecnica può dare risultati molto...
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Se all’esame ecografico mammario viene riscontrata una falda fluida periprotesica, vuole dire che la protesi è rotta?

Assolutamente no. Reperire una falda fluida attorno alla protesi è estremamente frequente e nella maggior parte dei casi del tutto normale. Attorno ad ogni protesi si forma come noto un rivestimento di tessuto connettivo detto CAPSULA. Tra la capsula e la protesi spesso si formano delle sottili falde fluide di siero, del tutto innocue. Questo reperto è più frequente con le protesi lisce e meno con quelle tesaurizzate.
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